Salta tutti i menù e accedi direttamente ai contenuti di questa pagina
logo Civiche Raccolte Storiche
Costume Moda Immagine
Palazzo Morando
logo Comune di Milano
 » Costume Moda Immagine » Il museo » Le collezioni
Angelo Inganni, "Veduta della piazza del Duomo con il Coperto dei Figini", 1838

Collezioni

Il Museo di Milano viene inaugurato il 28 ottobre 1935, grazie a due importanti acquisizioni nella primavera dell’anno precedente: la raccolta di Luigi Beretta e il Palazzo Sormani di corso di Porta Vittoria, che ne diverrà la prima sede. 

Nel 1934 il commendatore e collezionista Luigi Beretta, costretto a lasciare l’appartamento di corso Monforte, cede l’immobile al Comune insieme al suo contenuto, ritenuto “d’importanza altissima” dal sopraintendente museale Giorgio Nicodemi nel 1934. Nel gennaio di quell’anno è pronto l’atto di vendita sottoscritto dal podestà Visconti di Modrone e dallo stesso Beretta, che ha praticato uno sconto lusingato dal fatto che una sala del Museo dedicato alla città prenderà il suo nome.

La collezione di Luigi Beretta dedicata all’iconografia urbanistica e architettonica della città ha un valore artistico ineguale. Iniziata nel 1914, in vent’anni di appassionata ricerca collezionistica, Luigi Beretta fa entrare nella sua raccolta opere di artisti quali Giuseppe Canella, Arturo Ferraro, Angelo Morbelli, Luigi Bisi, Enrico Bartezago, solo per citarne alcuni.

A riprova della voracità del collezionista, che possedeva 117 dipinti e 223 disegni di Luigi Bisi, il Museo di Milano possiede persino una parte della raccolta di libretti d’opera della Scala riunita da Bisi stesso in quanto accademico di Brera. Beretta non si procura solo dipinti rievocativi, ma anche scene contemporanee, che documentano la vita in città durante il conflitto. 

Per il suo valore documentario, la raccolta Beretta diventa un importante punto di riferimento frequentato da artisti e studiosi come rappresenta il rapporto tra Luigi Beretta e le tre società Storica Lombarda, Letteraria e Patriottica intente in un piano di recupero di alcune fotografi e documenti di “tutto quanto di Milano scompare o sta per scomparire o è purtroppo scomparso”.

Prima sede museale della raccolta, caduta l’ipotesi di Palazzo Dugnani, è Palazzo Sormani, ceduto al Comune nel 1934. Il progetto completo prevede tre livelli museali: il primo piano nobile, il primo a essere inaugurato, è suddiviso in 22 sale, adibite a vedute e ritratti, ma anche alla cartografia e alle ceramiche, costumi, insegne e cimeli; l’ammezzato è destinato a ospitare gabinetti di consultazione del materiale iconografico; mentre il pian terreno, progettato ma mai portato a termine, è riservato alla sezione preistorica, archeologica, dei mezzi di trasporto e al lapidario. 

Successivamente il Comune di Milano entra in possesso di Palazzo Morando Bolognini, lasciatogli in eredita i 14 settembre 1944 da Lydia Morando Caprara, danneggiato dai bombardamenti ma ancora ricco di arredi e oggetti d’arte. Destinato però inizialmente a sede delle più varie istituzioni culturali, per iniziativa di Paolo Arrigoni il Museo riaprirà nell’autunno del 1958 nella sede attuale.